Imprimitura della tela, mdf e tavole

Come ho già detto altrove, per chi si vuole avvicinare alla pittura ad olio, internet è una bolgia assassina:

l'imprimitura della tela, mdf e masonite di alfio raciti
Mdf e masonite: due tra i più diffusi supporti per la pittura ad olio

su ogni argomento (ma anche su ogni singolo colore. Dico sul serio! Figuriamoci quando si parla di imprimitura della tela: un argomento pregno di ricette e metodi diversi) si legge tutto e il contrario di tutto e fare una scrematura è davvero difficile; l’unico modo è provare e vedere. Ma mi rendo conto che per chi è alle prime armi (come me) e vuole solo passare un po’ di tempo a giocare con colori e pennelli, mettersi a trafficare con ogni ricetta/procedura/tecnica ecc, significa farsi venire il sangue amaro e avvelenarsi l’anima con prove e tentativi.
Per vostra fortuna però ho deciso di farmelo venire io il sangue amaro, così da preservare il vostro. Oppure di guastarvelo per altri motivi, fate un po’ voi. Così ho deciso di preparare questo articolo sulla imprimitura della tela, mdf e tavole.

La prima cosa con cui avrà a che fare chi si avvicina alla pittura ad olio è il supporto: che si tratti di tela, di cartone telato, di MDF, masonite o anche carta (ma usare quest’ultima con l’olio ha davvero poco senso:  tenetevela cara per le matite colorate, i pastelli o l’acquerello 😉 ). Tutti hanno in comune la necessità di essere preparati prima di poterci dipingere e nel caso di tele e cartoni telati questa preparazione sarà già stata approntata dal produttore quindi, volendo, si può già direttamente prendere la tela/cartone telato, sconfezionarlo e iniziare a dipingere.

Potrete leggere in giro che queste preparazioni (imprimiture) con cui sono preparate le tele/cartoni telati fanno schifo. Bè, è vero. Assorbono molto l’olio e il dipinto diventa subito opaco e smorto: tanto vale allora usare gli acrilici e buonanotte. Stesso problema si verifica con legno/mdf/masonite usati tal quali: potete tranquillamente dipingerci, ma scordatevi la lucentezza dell’olio.
Consideriamo quindi la possibilità di imparare qualcosa sull’imprimitura della tela e di altri supporti, così da avere una base sicura per permettere alla pittura ad olio di esprimere le sue potenzialità.

La funzione primaria dell’imprimitura è fungere da intermediario tra il supporto vero e proprio e la pittura, offrendo una superficie che trattenga bene il colore ma al contempo eviti che l’olio sia assorbito e quindi il colore si “spenga”. Seconda funzione è smorzare le variazioni di tensione che possono verificarsi sia nel supporto che nel colore (i colori ad olio, asciugando, si dilatano leggermente) così da evitare screpolature e “crolli” del film pittorico. Terza funzione (che poi è il principale motivo che mi ha spinto a informarmi) è la possibilità di recuperare supporti già dipinti; per chi è alle prime armi si tratta di una manna! Invece di comprare tele su tele si possono riciclare le “croste” in facilità: si raschia via il colore con una spatola, si imprime di nuovo e via andare.
Questi risultati oggigiorno si ottengono con l’uso di preparazioni acriliche, mentre anni fa si utilizzavano colle di origine animale, gesso e altri ammennicoli.

Come abbiamo appena visto, uno degli imperativi per l’imprimitura della tela e di tutti gli altri supporti è l’elasticità. Il modo principale per ottenere questo requisito è applicare molti strati sottili anzichè pochi strati spessi, a prescindere dal tipo di imprimitura scelta. Si perde più tempo ma il gioco vale la candela.

E ora passiamo alla pratica che di teoria già ne ho abbastanza pure io…

Ho pensato di dividere questo tutorial in 3 livelli, in ordine crescente di tempo/sbattimento necessario per fare tutto.
Tenete presente che si tratta in tutti i casi di preparazioni universali e vanno bene per tela, cartone telato, MDF, masonite e tavole di legno.

Livello 0: raptus artistico incoercibile.
Prendete il supporto scelto e dipingeteci su così com’è.
Avete finito. 😉

Livello 1: probabilmente ce l’ho già in casa.
passate sul vostro supporto da 2 a 4 mani di colore acrilico bianco, aspettando l’asciugatura tra una mano e l’altra e stendendo ogni mano di traverso rispetto alla precedente.

Livello 2: se ci vuole così poco..
Munitevi di un pennello da “imbianchino” abbastanza morbido e non troppo piccolo

A) Ogni azienda produttrice di colori a olio ha in catalogo almeno una preparazione acrilica per imprimitura. Ce ne sono di diverso tipo: dalla semplice mescola acrilica, al gesso acrilico, fino a prodotti che forniscono una struttura finale ben precisa come la pomice acrilica Maimeri (che è ottima anche per i pastelli..). Seguite le istruzioni del produttore e vivete felici con la vostra brava imprimitura dalla resa perfetta, senza odori e pronta in 24/36 ore al massimo. Se volete potete pure dare una passata di carta vetrata fine, ma non esagerate sennò il colore non aggrappa.
La procedura è di una semplicità estrema, come mostrato in questo video realizzato dal bravissimo Jeff Miracola.

B) Non avete un negozio di belle arti a portata di mano?? Andate in ferramenta e comprate la Cementite (o un prodotto analogo, visto che il nome “cementite” è un marchio registrato dalla azienda Tassani): diluite un po’ il prodotto con acqua ragia (soprattutto per le prime 2 mani), stendete una prima mano e lasciate asciugare. Carteggiate leggermente e passate una seconda mano (sempre incrociando), lasciate asciugare, carteggiate a piacere e ripetete altre 2 volte (o finchè mi aggrada). Avrete una imprimitura perfetta (e potenzialmente valida anche per i pastelli e le matite). Costa pochissimo, 500ml circa 5€ e ha un fortissimo potere coprente. In basso potrete osservare qualche foto del procedimento:

l'imprimitura della tela, mdf e tavole di alfio raciti pittore
un pennello e una latta di cementite: non vi serve altro
l'imprimitura della tela, mdf e tavole con cementite di alfio raciti pittore
Come potete notare è estremamente coprente..
l'imprimitura della tela, mdf e tavole con cementite di alfio raciti pittore
dopo due passate..
l'imprimitura con cementite di tela, mdf e tavole di alfio raciti pittore
questa è la finitura dopo una leggera carteggiatura

Livello 3: ho un po’ di tempo da perdere.
Con questo sistema avremo un po’ di controllo in più e potremo anche avere un’imprimitura colorata a nostro gusto (qualora volessimo). Gli ingredienti sono economici, facili da trovare e maneggiare, niente cattivi odori, niente fornelli, niente di tossico.
Avremo bisogno di:

  • Colla vinilica
  • Acqua
  • Gesso di Bologna
  • Bianco di Titanio acrilico o a tempera o pigmento (opzionale)

Il gesso di Bologna (o gesso da doratore, o gesso meudon) si trova in tutti i negozi di belle arti e restauro.
Gli ingredienti si devono amalgamare nelle seguenti proporzioni: 2 parti di acqua, 2 parti di gesso, 1 parte di colla vinilica. Mettete tutto in un recipiente e mescolate bene con un pennello, in modo da non creare grumi. Fatto ciò, con un pennello morbido date una prima mano (se state imprimendo masonite o tavole di legno, passate l’imprimitura su entrambe le facce, così da evitare incurvamenti) e lasciate asciugare (bastano poche ore di solito). Probabilmente vi sembrerà poco coprente, ma non temete, è normale. Una volta asciutto carteggiate leggermente e date una seconda mano (sempre a incrociare). Ripetete fino a quando avrete ottenuto la coprenza desiderata (4-6 mani di solito).
Volendo è possibile correggere un po’ le dosi aumentando leggermente la quantità di gesso per avere una pasta più coprente, però attenzione a quel discorsetto sull’elasticità che abbiamo fatto prima! Un altro tipo di controllo che potremo effettuare con questo tipo di preparazione è sull’assorbenza: aumentando leggermente la dose di colla otterremo una superficie meno assorbente che allungherà i tempi di asciugatura ed è molto utile se si dipinge alla prima o bagnato su bagnato.

l'imprimitura della tela, mdf e tavole con vinavil e gesso di alfio raciti pittore
L’occorrente per l’imprimitura vinilica
l'imprimitura della tela, mdf e tavole con gesso e vinavil di alfio raciti pittore
sciogliamo il gesso in acqua mescolando bene..
l'imprimitura vinilica di mdf, tavole e tela di alfio raciti pittore
..aggiungiamo la vinavil..
l'imprimitura di mdf con gesso e vinavil di alfio raciti pittore
…una volta ben mescolato il tutto e aggiunto un pizzico di bianco a tempera siamo pronti per stenderla sul supporto..
l'imprimitura della tela, mdf e tavole di alfio raciti pittore con gesso e vinavil
…dopo la prima mano si presenta così. Non temete, dopo un altro paio di mani sarà ben coprente!

Il preparato a gesso-colla-acqua dà una bella finitura color avorio; se volete un bianco candido aggiungete un pochino di Bianco di Titanio (un cucchiaino per dose di colla). Alla fine date una bella passata di carta vetrata non troppo grossa (280/380) e godetevi la vostra imprimitura fai-da-te dalle prestazioni eccellenti ed economica. Oltretutto, quella in eccesso la potete conservare a lungo in un barattolo ben chiuso.

l'imprimitura della tela, mdf e tavola di alfio raciti pittore
In alto: imprimitura “antica” con colla di coniglio e gesso
in basso a sinistra: imprimitura con vinavil e gesso
in basso a destra: imprimitura con cementite

Ora sappiamo qualcosa in più sul trattamento e imprimitura della tela e altri supporti per la pittura ad olio (e non solo). Ho cercato di scrivere solo quello che può interessare DAVVERO al principiante usando me stesso come cavia: bè, credetemi, non avete bisogno di altro; il resto sono solo chiacchiere e tempo (e soldi) sprecato.
In giro probabilmente leggerete della imprimitura all’antica, con colla di coniglio, gesso, glicerina, ecc.. bè, lasciatela perdere! Funziona, mica no, ma è un casino: va fatto tutto a caldo, puzza di cadavere, ogni nuova mano fa sciogliere quella precedente, rischia di ammuffire e altri mille problemi.

Come di consueto vi chiedo di farmi contento e condividere questo articolo su imprimitura di tela, mdf e tavole sui vostri social tramite i pulsanti che trovate alla fine e di lasciarmi tutti i commenti che volete con domande, saluti, insulti, alternative, minacce, ecc!!!

Statemi bene!
Vorrei ringraziare Mimmo Ceccarelli per gli spunti che ho potuto trarre dai suoi articoli. Persona di cultura artistica e artigiana davvero rarissima. Lui probabilmente non passerà mai di qui, ma in ogni caso: Grazie!!!

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7 pensieri su “Imprimitura della tela, mdf e tavole

    1. Ciao!
      Sulla stoffa non l’ho mai provata ma dovrebbe funzionare. dopotutto le tele (sia di lino che di cotone) sono proprio delle stoffe XD!
      in ogni caso l’imprimitura va data sempre DOPO aver montato la tela sul telaio.

  1. ciao afio,
    ho provato l’imprimitura con colla e gesso. per ora ho steso solo la prima mano.
    però ho bisogno di chiederti due cose:
    a.
    ho usato gesso alabastrino e non gesso di bologna: quale calamità mi devo aspettare?
    b.
    per la seconda mano posso usare l’imprimitura preparata oggi?
    (si può conservare anche per più tempo eventualmente?
    grazie mille, dei consigli!
    lucia

    1. Ciao Lucia!
      Dunque, non conosco il gesso alabastrino ma da quanto ne so contiene zolfo e questo può rappresentare un problema per diversi pigmenti a base metallica che potrebbero annerire. Inoltre, vedo che è utilizzato come gesso da “costruzione”: ciò mi fa pensare che abbia una struttura troppo rigida, quindi sarebbe a rischio di screpolature e/o distacchi.
      Insomma, non mi sembra una scelta felice.

      b) quando parli di imprimitura con “colla e gesso” a quale colla ti riferisci? Quella di coniglio o la vinavil?
      se parliamo di vinavil allora si può conservare per un tempo indefinito e puoi usarla tranquillamente così com’è.
      se parli invece di colla di coniglio allora la conservazione è problematica perchè tende ad ammuffire (si tratta pur sempre di collagene animale) e comunque, prima di riutilizzarla devi farla rinvenire a bagnomaria.

      Spero di esserti stato utile!

  2. Alfio, sto facendo delle tecniche miste su tavola ( matite colorate e sovrapposizioni di olio) , ma il risultato non mi lascia soddisfatto abbastanza. Vorrei una superfice leggermente porosa , ma che non sia come la pomice che trovo troppo aggressiva e che si mangia letteralmente le matite. Incollare la carta da acquerello neanche a parlarne ( operazione complicatissima quando la superficie supera il metro quadro !); potresti delucidarmi in proposito , visto che sei un maestro delle matite colorate ?

    Ti ringrazio e ti saluti ( e salutami i tuoi cagnolini che sono bellissimi)

    1. Ciao Ciro!
      Da quanto dici sembra che la cosa migliore per le tue esigenze sia un’imprimitura a base di gesso di bologna. Prova quella con la vinavil stendendo più mani (almeno 5-6 direi) e vedi come ti trovi (magari nelle ultime due mani aumenta di poco la quantità di gesso).
      Se non va bene credo che ti toccherà rivolgerti al metodo antico con colla di coniglio.

      Tienimi informato!
      PS: i miei cani ricambiano, ma i gatti si sono offesi! 😀

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