Materiali per pittura ad olio

Cominciamo un po’ a vedere di cosa abbiamo (avremmo) bisogno per cimentarci con la pittura ad olio: quali sono i materiali per pittura a olio.materiali-per-pittura-ad-olio-alfio-raciti Teoricamente basterebbe davvero poco, soprattutto per chi è agli inizi, quindi le quattro componenti tipiche di ogni tecnica (tranne nelle tecniche secche in cui colore e pennello sono fusi assieme), ossia: supporto, colore, qualcosa per cambiarne consistenza e qualcosa per applicarlo sul supporto; i materiali per pittura ad olio son tutti qui (ma i concetti valgono per tutte le tecniche asciutte o secche).

Tuttavia, come sicuramente saprete, per qualunque tecnica esistono un’infinità di ammennicoli e collaterali che possono aiutare, semplificare, velocizzare, rendere l’esperienza artistica un vero inferno, esasperarci, ecc. La pittura ad olio si caratterizza di suo per una quantità di accessori tendenzialmente superiore ad altre tecniche, quindi, poniamoci La Domanda: “cos’è davvero utile?”. Quando avrete trovato La Risposta vi prego di telefonarmi perchè vorrei saperlo anche io… Scherzi (?) a parte, purtroppo (o per fortuna) la risposta che più si avvicina alla Verità è, tanto per cambiare, “dipende”.

Dipende dai soggetti che vogliamo dipingere, dalla pazienza che abbiamo, dalle capacità economiche e dal modo di approcciarsi alla tecnica. Riguardo i primi tre qualche linea guida abbastanza efficace la possiamo trovare, per l’ultimo punto..bè, mi spiace ma non posso aiutarvi; fondamentalmente sono fatti vostri e l’unica cosa che vi posso dire è quello che faccio io.

Vediamo i materiali per pittura ad olio minimi e indispensabili.

 

Colori:

tagliamo subito la testa al toro. Siamo Italiani, viviamo in Italia, ci sono più ferramenta che farmacie, c’è crisi: preso coscienza di tutto ciò possiamo affermare senza paura di essere smentiti che la marca e tipologia di colori da acquistare è Maimeri Classico. Punto.

Lo so che da un innamorato perso di Winsor&Newton vi sareste aspettati altro ma ci sono delle considerazioni da fare.

  1. I Maimeri classico si trovano dappertutto. Anche in ferramenta. Sul serio. Questa è una cosa da tenere in considerazione.
  2. I Maimeri Classico costano poco e offrono molto. Dopo il brutto crollo di qualità dei primi anni 90 alla Maimeri si sono rimboccati le maniche e hanno sfornato una serie che ha un prezzo da fascia “studente” (circa 3€ per tubetti da 20ml) ma prestazioni che si collocano in fascia medio-alta. La denominazione “extrafini” non è troppo esagerata. Qualora voleste saperne di più vi invito a leggere questo articolo scritto dal mitico Mimmo Ceccarelli .
  3. Altri prodotti validi a questo prezzo non ne ho visti o per lo meno, visto il costo decisamente abbordabile dei Classico, nulla per cui valga la pena spendere (potrei citare Pebèo e Lukas, se ci tenete). Prodotti di prezzo più elevato, ma sempre di fascia Studenti  non credo valgano la spesa: W&N ha in catalogo i “Winton” ma un’accurata ricerca ha avuto come risultato il fatto che tutti li considerino peggiori dei Maimeri oltre a costare di più.

Scelta la marca rimane da scegliere quali colori acquistare. Potreste voler optare per una confezione o kit già pronti con altri accessori: non è un’idea sbagliata, l’ho fatto anche io tempo fa, ma non lo rifarei. Oggi comprerei una valigetta vuota (più grande) e la riempirei con quel che voglio io. Il punto è che che tanti colori non li userete mai. Del resto non potrete nemmeno prevedere quali vi serviranno ma, tranquilli, esiste una via di uscita.

Siccome ho letto l’articolo di un testafina che consigliava ai principianti di comprare 40 (QUARANTA) colori diversi (no, sul serio: quaranta!!!) e tale articolo è uno dei primi visibili su google voglio giocare d’anticipo.

Non Occorre Comprare Decine Di Colori Diversi. 

Chiarito questo punto andiamo avanti.

Bastano di solito 10/12 colori (forse anche meno per chi è bravo con la composizione delle tinte) più il bianco. Il mio consiglio è di basarvi sul sistema che prevede due tonalitàcolori e materiali per pittura a olio di alfio raciti pittore (una calda e una fredda) per ogni colore primario quindi una base di 6 colori che, in teoria, dovrebbero consentirvi di ottenere qualunque altro colore (qualche notizia in più al riguardo la potete ricavare da questo post). A queste 6 tinte andranno affiancate le terre (ocra, Siena naturale e bruciata, Ombra, ecc) e/o qualche colore che ritenete di utilizzare spesso. Questo dipenderà molto dai soggetti: se vi piacciono i paesaggi potrebbe essere utile aggiungere un verde e un celeste già pronti; se preferite i fiori via libera ai viola e rossi; insomma, cercate di ragionarci un attimo su. Altra alternativa potrebbe essere prendere i tre primari magenta (tenendo in mente che il rosso cadmio già rientra un po’ nell’arancio e non si può considerare un primario in senso stretto), giallo e cyan e accoppiarvi i 3 secondari (viola, verde, arancio) per poi calibrarli uno con l’altro di volta in volta. Oppure, ancora, sistema a 6 primari e sacrificando una o due terre, sostituirle con 2 secondari.
In ogni caso è importante non esagerare perchè più colori avremo, maggiore sarà la tendenza a volerli usare TUTTI e gli svantaggi sono soprattutto due:

  1. non impareremo nulla riguardo la composizione dei colori
  2. il dipinto finale non avrà quella piacevole armonia di tinte ma sembrerà un accostamento stridente di “pezzi” di colori diversi.

Un colore di cui potrete fare tranquillamente a meno è il nero: è un colore brutto, troppo dominante, ha il vizio di “bucare”, insomma, così come non lo uso con le matite non lo consiglio nemmeno con l’olio. Oltretutto potrete ottenere un bellissimo nero unendo Terra d’Ombra Bruciata e Blu Oltremare, quindi lasciatelo perdere e al suo posto metteteci qualcos’altro (mi permetto di suggerire il Bianco di Zinco, molto utile nelle mescolanze se non volete l’opacità del Bianco Titanio).

Pennelli:

pennelli e materiali per pittura a olio di alfio racitidate sfogo alla fantasia!! compratene il più possibile, non importa se sono economici. Anzi, cercate proprio il minimo della decenza perchè con tutta probabilità ne rovinerete un sacco, non dipingendo ma per la scarsa dimestichezza con la manutenzione. Provate varie fogge e materiali, e vedete con cosa vi trovate meglio. Ah, ho notato che per l’olio c’è la curiosa tendenza a scegliere dimensioni piuttosto grandi… è vero che nelle prime fasi della pittura si usano pennelli larghi per poter fissare le forme anzichè concentrarsi sui dettagli, ma non fatevi mancare qualche N° 1, 2, 0 e, perchè no, uno 00.

Naturalmente dipende dal vostro modo di dipingere ma comunque esagerate e procuratevene in quantità. In setola sintetica soprattutto, sono un buon compromesso tra morbidezza e resistenza. Mettete pure in conto un pennello piatto molto morbido e un po’ più grande per eventuali vernici e una pennellessa da almeno 4cm per la preparazione dei supporti.

Irrinunciabile una spatolina! Vedrete che comodità per mescolare i colori riducendo gli sprechi! Oltretutto si pulisce con un colpo di straccio, davvero indispensabile.

Supporti:

Personalmente ho scoperto di odiare fortemente le tele ma considerate che fino ad oggi ho sempre e solo lavorato su carta, quindi è una mia paranoia. Non mi sono piaciuti nemmeno i cartoni telati. Ho raccattato invece un sacco di masonite, compensato (almeno da 0,8cm di spessore però) e MDF: costano meno delle tele, sono resistenti e offrono una “risposta” molto simile alla carta. L’unico problema è che prima di usarli occorre trattarli con l’imprimitura (tranquilli, c’è un articolo in arrivo). In ogni caso, una tela e un cartone telato prendeteli, almeno per fare la prova. Tanto poi vi insegno a riciclarli…

Olio, Diluenti, Ecc:

Una cosa di cui non si può fare a meno è l’acquaragia: fondamentale per pulire i pennelli, la tavolozza, i tappeti, i mobili.. insomma avete capito (l’importante è non usarla mai per diluire i colori). La scelta è vasta in effetti, si spazia dall’acquaragia standard (meno di 2€) a quella senza odori, all’essenza di petrolio, al petrolio bianco (circa 3,50€). Posso solo dirvi che il Petrolio bianco e l’essenza di petrolio si possono prestare a un paio di usi più creativi che vedremo in seguito.

Tradizione vuole che si usi olio di lino (o di noci, o di papavero) ed essenza di trementina, e non c’è nulla di male. Anzi, i profumi in questo caso sono molto piacevoli (ma a me piace pure l’odore della trementina). L’unico difetto degli olii classici è il tempo di asciugatura piuttosto lungo (soprattutto l’olio di papavero) e l’imperativo assoluto di seguire la regola “Grasso su Magro” (ossia iniziare con colori mischiati alla trementina e, man mano che si aggiungono strati, ridurre la trementina e aggiungere olio. Comunque ne parlerò in altra sede, intanto accontentatevi). Se prevedete di dipingere in modo molto sottile e poco materico allora il problema avrà poco impatto, ma se avete intenzione di andarci giù pesante con trame strutturate allora potrebbe essere fastidioso.Per quanto riguarda gli olii e/o eventuali altri medium dobbiamo fare un discorsetto.olio di lino e olio di papavero per la pittura a olio di alfio raciti

Fortunatamente la Chimica è Grande e oggi esistono dei prodotti portentosi che riescono ad accelerare tantissimo i tempi di asciugatura senza per questo togliere fascino e consistenza a questo tipo di pittura. Tali medium sono presenti sul mercato sotto diversi nomi, formati e caratteristiche ma voi dovete procurarvene solo uno, ossia il Liquin Original di Winsor&Newton; con lui possiamo fare di tutto.

Sempre perchè la Chimica è Grande abbiamo la possibilità di mischiare vecchio e nuovo utilizzando sia il Liquin che l’olio che la trementina, quindi i miei consigli per gli acquisti sono così riassumibili:

Tradizionalista:

  • Acquaragia (1 lt)
  • Essenza di Trementina
  • Olio di Lino.

Modernista:

  • Petrolio Bianco/Essenza di Petrolio (1lt)
  • W&N Liquin Original (almeno il 250ml. conviene)
  • W&N Liquin Light Gel (opzionale e solo per velature)

Ibrido:

  • Petrolio Bianco/Essenza di Petrolio (1lt)
  • W&N Liquin Original (250ml)
  • Olio di Papavero (75ml bastano)

Alcune notizie al riguardo.

L’olio di Lino tende leggermente all’ingiallimento  ma tra gli olii per pittura è quello che asciuga prima; costa meno dell’olio di papavero (circa 4€ per 75ml) che, al contrario, non ingiallisce ma ha tempi di asciugatura lunghi.

L’olio di Papavero è quasi completamente incolore ma, come abbiamo visto, asciuga molto lentamente, è perfetto per le velature e per usarlo con i colori molto chiari; costa qualcosa in più rispetto a quello di Lino (5,80€ 75ml).

liquin, olio di lino e medium per pittura ad olio di alfio raciti pittoreUn consiglio per entrambi: teneteli il più possibile esposti alla luce del sole, si schiariranno tantissimo fino a diventare totalmente trasparenti.

La trementina invece va tenuta al riparo dalla luce del sole sennò ingiallisce. E’ molto utile per preparare gli abbozzi o la campitura monocromatica della tela poichè asciuga prestissimo. Inoltre è fondamentale per seguire la regola del “grasso su magro”, ma ne parleremo poi. L’importante è che non pensiate di sostituirla con l’acquaragia. Mai! Mentre la trementina può essere usata per diluire i colori senza alterarli troppo, l’acquaragia li opacizza terribilmente e li priva di elasticità.

Il Liquin può essere utilizzato come medium principale per tutto un intero quadro e la regola “grasso su magro” con lui non vale poichè asciuga nel giro di 24/36 ore. Inoltre, sapientemente miscelato ad altre sostanze può regalarci delle vere chicche…. Grazie a questo prodotto infatti possiamo godere dei pregi dell’olio di papavero senza i tempi di asciugatura (per le velature è tipo il Graal) e possiamo anche ricavare un’ottima vernice da ritocco (un’altra benedizione). La confezione da 250ml l’ho pagata 15€ tondi (non è poco, lo so. Ma li vale tutti).

 

Tavolozza:

quella di legno non vi serve e non volete averci a che fare. Ve lo assicuro. Dovete accudirla peggio di un neonato, sennò diventa inservibile tempo 2 giorni.

Procuratevi invece una bella cornice a giorno 20×30 cm e smontatela. La masonite la userete per dipingerci su. Il vetro invece diventerà la vostra tavolozza. La Migliore!! Si pulisce subito, non vuole nessuna manutenzione ed è comodissima! State solo attenti a non farlo cadere.

 

Come potete vedere, stringendo stringendo, i materiali per pittura ad olio non sono poi tanti, nè complicati. Basta sapere con cosa abbiamo a che fare e a cosa servono!
Naturalmente questo mio articolo riporta la mia esperienza, quindi prendetelo come una linea-guida di massima, non come oro colato.
Se però vi è piaciuto e/o lo avete trovato utile allora fatemi contento e condividetelo sui vostri social (i pulsanti appositi li trovate alla fine!)! Come sempre, un altro modo di farmi contento è quello di lasciare un commento in calce. Soprattutto se avete domande, critiche, obiezioni o semplicemente volete riassumere la vostra esperienza con i materiali per pittura ad olio.

Per ora è tutto, a brevissimo posterò un altro paio di articoli sui materiali collaterali (così da non farvi cadere in trappole come quella delle “rastrelliere”) e sulla preparazione dei supporti.

Intanto procuratevi qualche barattolo di vetro e un po’ di stracci.

 

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