Ogni tanto capita…

Ogni tanto capita di abbandonare un progetto…purtroppo.

Alfio-raciti-lavoro-abbandonato-capita
Povera Dragonessa… ma tornerai!!!

La mia dragonessa non stava venendo su bene, non come avrei voluto io comunque. Cominciavo a perdere l’entusiasmo e a pensare troppo spesso “uhm, questo magari lo recupero alla fine”; un pensiero che ci sta mentre si dipinge, per carità, ma che non puoi fare troppo spesso sennò alla fine ti ritroverai con un lavoro che non ti soddisfa appieno.

Per cui ho distrutto tutto. Succede. Peccato perchè il soggetto mi piaceva davvero molto ma dopotutto questo è un po’ lo scotto da pagare per il tipo di approccio che uso io: correre dei rischi in corso d’opera spesso paga, ma a volte esige un carissimo prezzo.

Cerco sempre l’Eccellenza quando faccio un disegno, o perlomeno, il massimo che posso dare in quel momento, e la dragonessa era uscita da questo binario.
Naturalmente me lo posso permettere perchè disegnare per me non è un lavoro ma un passatempo 😀 .

Come dicevo prima, capita. Purtroppo capita.

Ora cosa mi invento per la prossima avventura???

 

Ritratto di bulldog: chi ha detto che è difficile?

Vi propongo l’ultima fatica, il ritratto di bulldog su commissione di un’appassionata che aveva il terrore perchè tanti le avevano detto che: “uh, ma i bulldog sono troppo difficili da disegnare, con tutte quelle rughe!!!”.
Mah, francamente non ho trovato difficoltà e tutto è stato realizzato in 4-5 giorni. L’unica parte tediosa è stata la zona tutta bianca e noiosissima.

Realizzata con matite Derwent Drawing, la serie pensata apposta per gli animali. Non sono semplicissime da usare, la gamma cromatica è abbastanza striminzita (24 tinte) e lì per lì sembrano molto simili tra loro anche se su carta poi rendono diversamente.

Bulldog-fiona-ritratto-alfio-raciti
Fiona – 30×25 2013
Matite colorate Derwent Drawing e pastelli morbidi Talens Rembrandt su carta Canson Mi Teintes

Carta Canson grigio fumo vergata come supporto, ho scoperto che non si sposa benissimo con la consistenza cremosa delle Drawing ma invece è perfetta per i pastelli morbidi che ho usato per lo sfondo.
Quindi ditelo ai vostri amici appassionati di Bulldog!! Fate loro vedere Fiona e, se gli piace, metteteli in contatto con me: sarò lieto di realizzare il ritratto dei loro beniamini.

Orsù, dunque, condividete l’articolo e lasciatemi un commento!!!

Saluti!

 

Tutorial: Testa di cavallo

Mentre realizzavo “San Giorgio”, per un motivo o per un altro, mi sono ritrovato con diverse foto della lavorazione del cavallo.San Giorgio-rubens-alfio-raciti-tutorial Bè, mi son detto “faccio un tutorial!”. Ora che mi accingo a scrivere però mi rendo conto che non so bene cosa dirvi.. cioè, posso dirvi i colori che uso, la successione, qualche accorgimento, insomma posso dirvi “cosa” faccio ma non “come” lo faccio. Io mi limito a stendere i colori sulla carta e poi, boh, il risultato vien da sè! Ad ogni modo, vediamo un po’ cosa succede in questo tutorial sul disegno di una testa di cavallo

Materiali usati: la carta è una letraset da120g/mq (mi pare), leggermente vergata e ruvida. Continue reading “Tutorial: Testa di cavallo”

 

San Giorgio e il Drago, copia da P. P. Rubens

E finalmente la mia copia del San Giorgio di Rubens è conclusa!Copia-Rubens-San-Giorgio-Drago-Alfio-Raciti

Non vi nascondo che questa è stata l’opera più difficile con cui mi sia mai cimentato. La grande quantità di scuri ha reso il lavoro di matita davvero faticoso, proprio in senso fisico: dopo mezz’ora già avevo problemi con le dita e difficoltà tenere bene le varie matite! Per i tempi di realizzazione non so dirvi molto, l’ho iniziato a Gennaio ma poi l’ho mollato per diverso tempo.. stimo più o meno 300 ore di lavoro. Continue reading “San Giorgio e il Drago, copia da P. P. Rubens”

 

Ma come si chiamano le matite?

Girando per la rete e frequentando i forum mi sono reso contomatite-derwent-artists-alfio-raciti-eternalhand_27 che c’è molta confusione riguardo i nomi degli strumenti per le tecniche secche. Termini come “pastello” e “gessetto” spesso sono usati in modo improprio e questo genera fraintendimenti sia quando si segue un qualche tutorial (soprattutto se in lingua inglese) sia quando si va in negozio.
Vediamo un po’ di capire come si chiama chi. Continue reading “Ma come si chiamano le matite?”

 

Io e le mie matite..

Immagino che tutti abbiano approcciato il mondo del disegno attraverso l’uso della matita, sia essa colorata o in grafite.matite-derwent-alfio-raciti-eternalhand Sin da prima dell’asilo infatti pasticciavamo fogli su fogli con questo bastoncino di legno capace di lasciare tracce di tutti i tipi. Crescendo, la maggior parte di quelli che avevano talento si avvicinava il prima possibile pennelli e tubetti per “fare sul serio” e solitamente l’ultimo approdo era la pittura ad olio, considerata un po’ un punto di arrivo…

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