Pittura a olio: introduzione

Ebbene sì, cari amici, alla fine è successo: dopo lunghe riflessioni, tormenti interiori, lacrime, alfio raciti gioconda pittura a olio: introduzione stridor di denti,  geremiadi, ma soprattutto un sacco di tempo libero, mi sono cimentato con la pittura a olio!
Alcuni di voi sapranno già che non ho mai nutrito particolare simpatia verso questa tecnica ma, pensandoci bene (ve l’ho detto che ho riflettuto ecc!!), mi sono reso conto che non ce l’avevo con la tecnica in se (poverina) ma piuttosto con il detestabile luogo comune (tutto italiano) secondo il cui la pittura a olio è La Tecnica Principe e tutto il resto è, come dire, “robetta”. A tal proposito vorrei spendere due ulteriori, polemiche, parole.

Quando frequentavo i forum d’arte italiani (che prima erano 5 e ora sono 4, di cui: uno praticamente è frequentato da aspiranti fumettari quattordicenni che disegnano “Naruto”; un altro è, purtroppo, un coacervo di gente che si scanna ogni cinque minuti; un altro ancora è semi abbandonato; nell’ultimo non puoi dire “ciao” se non citi almeno un paio di passi del manuale di Cennino Cennini. L’unico forum valido ha chiuso battenti e non li riaprirà.), quando li frequentavo, dicevo, una cosa che mi faceva imbestialire era considerare come uno “studio” qualunque lavoro che non fosse stato realizzato ad olio. Io postavo qualcosa tipo “Orcus” e il commento più frequente era: “bello questo studio a matita!”.

“Studio”?? Perchè mai una qualsiasi opera fatta con tecnica secca deve essere confinata come “Studio”?
Studio di che poi??
Ma, vivaddio, “studio per poi farla a olio”!!!
Naturalmente anche i lavori realizzate con tecniche umide erano (e sono, suppongo) declassati con eleganza: se per le tecniche secche si parla di “studio”, gli acquerelli sono spesso classificati come “bozzetti” (sempre in funzione del futuro “quadro serio fatto ad olio”).

Tutto ciò non è che mi facesse venir tanta voglia di provare l’olio. Chiamatelo puntiglio, che vi devo dire..

Un altro motivo di scarso entusiasmo fu sbagliare in pieno il luogo in cui documentarmi. Purtroppo ho scelto Internet come fonte primaria di informazione e sono stato risucchiato da un vortice in cui (ovunque leggessi) qualsiasi, infimo, minimo argomento vagamente legato alla pittura a olio diventava motivo di pagine e pagine di teorie, ricette, discorsi, espansi fino a diventare mostruosità in cui avventurarsi muniti di lanterna e un paio di buoni libri di fisica e chimica (da usare per rendersi conto che il 99% delle volte in cui si tiravano in ballo queste materie l’autore non sapeva nè cosa stesse dicendo nè perchè lo stesse dicendo. Il restante 1% riguarda la “scoperta” dell’aumento di volume dell’acqua quando ghiaccia).

Pensate quindi a un esordiente totale come me: mi si paventava l’idea di trafficare con alambicchi, formule, mortai, odori molesti, sostanze di dubbia origine, goniometri.. oh!! Io vorrei rilassarmi quando dipingo, non diventare pazzo (e magari un po’ intossicato). In tutto questo, del semplice e agognato “gesto pittorico” (ossia raccogliere un po’ di colore col pennello e sbatacchiarlo sulla tela) praticamente non c’era traccia.

Demoralizzato e depresso, presi l’attrezzatura comprata anni prima, ossia: colori, pennelli, cartone telato, olietto diluente e un paio di barattoli, e la misi da parte.

Che poi, detto tra noi, io anni fa (circa 6) avevo già provato con scarsissimi risultati. Con i pennelli non mi trovo molto a mio agio.. erroneamente mi aspetto che rendano come una matita o un pastello e questa cosa mi lascia molto frustrato. Provai a dipingere un cane su una tela: fu un trauma! La superficie era troppo diversa, stare in piedi mi veniva scomodo, il colore non faceva quello che mi aspettavo.. niente, non era per me!

Dopo tutte queste toccate e fuga pensavo che non avrei mai più avuto a che fare con l’olio. Purtroppo però nella mia vita esiste una coppia di variabili che, quando disgraziatamente si incontrano, fanno comunella e infrangono ogni mio migliore proposito: sto parlando del “tempo libero” e della “voglia di novità”.

Nell’ultima, recente, congiunzione mi è saltato il ticchio di riprovare per l’ultima volta con la pittura a olio, dicendomi che, insomma, non era possibile che le centinaia di “pittori della domenica” fosse tutta gente completamente fusa! E poi con le matite avevo imparato tutto da solo dopotutto… (cominciai a pensare)

Già, le matite. Sto scrivendo sul blog qualche articolo che avrei tanto voluto leggere quando ero alle prime armi e ora forse a qualcuno poteva tornare utile. Chissà quante altre persone erano nella mia situazione con l’olio.. per forza, con tutto quel casino. Magari gente potenzialmente brava che si arrende.. Aspè!!

Quindi, se io…

Normalmente sono un tipo pigrissimo e per niente competitivo, ma se mi parte l’embolo allora divento una specie di reattore instancabile e mi rilasso solo dopo aver vinto (o stroncato da una tachicardia da caffè).

Insomma, ormai era (è) guerra dichiarata, dovevo vederci chiaro. Ho cominciato a provare TUTTO quello che si leggeva in giro e ho iniziato a separare le cose indispensabili da quelle opzionali e le cose davvero utili dalle cagate assurde.

Nei prossimi articoli potrete leggere le prime conclusioni.

Intanto magari raccontatemi un po’ come avete fatto voi lasciando un commento!

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