Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto

Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto di Alfio RacitiCome sapete il mercato offre moltissime opzioni per quanto riguarda i materiali per belle arti e le matite colorate non fanno differenza: tanti nomi, tanti marchi, tante tipologie diverse e scegliere spesso è causa di mal di testa. Siccome i miei vulcanici amici di MomArte mi hanno mandato un tester delle famigerate Caran D’ache Luminance ho pensato di testare alcuni tipi di matite e preparare questa Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto.
Le prescelte sono le già citate Caran d’Ache Luminance, le Derwent Artists, le Derwent Coloursoft, le Prismacolor Premier e le Lyra Polycolor. Tutte matite colorate professionali per artisti come potete notare; 

potreste chiedervi: “eh, ma le polychromos di Faber castell non le hai valutate?”.
Io potrei rispondervi: “No”
E voi, giustamente, potreste dirmi “Perchè?”
Al che io, sacrosantemente, potrei ribattere “Perchè ho testato solo le matite che ho in studio e le uniche polycose che avevo erano una rossa e una gialla. E il tester delle Luminance era blu.”.
Non farebbe una piega direi.

In realtà la vera risposta che vi avrei dato sarebbe stata: “Perchè le odio.”.
L’onestà innanzitutto.

Tralasciamo momentaneamente le vuote ciance e passiamo a vedere più da vicino le nostre magnifiche 5 matite colorate professionali per artisti! Subito una foto:
Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto di Alfio RacitiLa cosa che salta subito all’occhio è che tutti i 5 modelli sono a fusto rotondo e non esagonale: una caratteristica che apprezzo particolarmente visto che mi permette di ruotare continuamente la matita per trovare la “punta giusta” senza avere fastidiosi spigoli (sembra una sciocchezza, ma quando tenete una matita in mano per ore e ore è un dettaglio che si fa notare).
Esteticamente fanno tutte la loro bella figura, sia l’effetto legno al naturale di Caran d’Ache e Lyra, sia la tinta neutra delle Derwent; non apprezzo molto il total look nella tinta della mina delle Prismacolor (mi ricorda le matite da 2 soldi che usavo alle elementari). Oltre alle varie stampigliature con brand, nome della tinta, numerazioni varie, ecc la Luminance mostra bella orgogliosa di sè la dicitura “Permanent color LFI”, ossia l’aderenza della serie “Luminance” allo standard ASTM D-6901 con classificazione di massima resistenza alla luce (LFI appunto).

Su questa roba della certificazione ASTM (Maggiori dettagli su questo standard li trovate qui e qui) Caran d’Ache ci sta facendo una capa grossa così visto che, ad oggi, è l’unica azienda con delle matite considerate definitivamente resistenti alla luce. Se sia davvero il caso di far tanto clamore (e giustificare certi prezzi) lo vedremo più avanti.

Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto di Alfio Raciti

Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto di Alfio Raciti

Il tester Luminance inviatomi dai ragazzacci di MomArte era di una matita tinta Blu Ftalocianina: quindi ho cercato tra le altre serie di matite colorate professionali che ho nello studio i colori che si avvicinassero di più. Dopo un po di prove hanno “vinto” l’Electric Blue (Coloursoft), Spectrum Blue (Artists), Copenhagen Blue (Premier) e True Blue (Polycolor).
Una volta raccattati i partecipanti ho provveduto a fare alcune prove sulla sempre eccezionale carta Fabriano Tecnico 6 ruvida (una delle carte più versatili mai provate): tratteggio, saturazione della grana, linee sottili e incrociate, sfumatura semplice, test di coprenza su marker nero, sfumature con blender (blender Derwent).

Lasciamo parlare l’immagine:

Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto di Alfio Raciti

Vediamo nel dettaglio
LUMINANCE: sono matite colorate professionali a base di cera dal costo elevato (le più care tra tutte quelle testate). La consistenza sulla carta è molto piacevole, la mina è estremamente temperabile e tiene bene la punta. Si sfuma abbastanza bene ma per saturare la grana della carta ci vuole una certa pressione. Sono le più coprenti.
Sfumata con il blender però mostra una fastidiosa tendenza a schiarire la tinta e non è un difetto da poco, soprattutto su una matita presentata come top di gamma. Spero che si tratti di una qualche incompatibilità col blender che ho usato io (Il Derwent) e non si tratti di un comportamento standard.
Le Caran d’Ache Luminance sono disponibili in una linea da 76 tinte l’85% delle quali classificate con LSI (ossia massima resistenza alla luce) da parte dell’ASTM. Sul mercato, ufficialmente, solo queste matite professionali possono vantare tale certificazione. Caran d’ache se ne approfitta? Mah, francamente non saprei, la politica dei loro prezzi è un po’ bizzarra: le Luminance (con la loro benedetta LSI) sono vendute allo stesso prezzo delle Museum Aquerelle (che non hanno alcun tipo di certificazione e di cui vi avevo parlato poco tempo fa) ossia la cifra micamale di 3,50€ a singola matita (e i ragazzi di MomArte hanno dei prezzi piuttosto bassi).
Ora, delle due l’una: o mi fai questo prezzo spaziale solo sul tuo prodotto LSI e “vendi” l’aderenza allo standard giustificando il prezzo elevato oppure, secondo Caran d’Ache, le sue matite top di gamma valgono questo prezzo a prescindere da tale certificazione; e in questo caso saremmo alla follia.
Sulla necessità di utilizzare matite con resistenza alla luce certificata si potrebbe discutere a lungo. Riassumiamo così: se siete degli illustratori (ossia la vostra opera è realizzata, fotografata/scannerizzata e poi riposta in archivio) bè, non ne avete bisogno. Se invece siete degli artisti con una clientela già affermata, con opere pubblicate, accordi con mercanti d’arte ecc, allora l’utilizzo di un prodotto con tale garanzia avrebbe un senso e sarà sicuramente un’ulteriore rassicurazione per collezionisti, galleristi e clienti (oltre ad aggiungere un quid in più).
Francamente, dal punto di vista strettamente tecnico, mi preoccupa di più la tendenza a salire di tono usando il blender.

PREMIER: matite colorate professionali a base di cera, dal prezzo teoricamente accessibile. Dico “teoricamente” perchè trovarle sfuse in Europa è un problema (il prezzo l’ho ricavato dividendo il costo del set da 12 matite per il numero di matite). Sulla carta offrono la consistenza più piacevole, quasi cremosa. Anche loro ben temperabili e con una buona tenuta della punta. Assieme alle Luminance sono le più coprenti, indice di alta carica pigmentante. Nonostante la coprenza però saturano la grana della carta solo dopo ripetuti passaggi. Perfettamente sfumabili col blender mantenendo perfettamente il tono. Personalmente le trovo troppo morbide e coprenti, ma io amo sviluppare i miei quadri facendo tantissime sovrapposizioni di colore. E’ una mera questione di approccio alla pittura e ciò che va bene per me potrebbe non andar bene per voi.
Peccato per la scarsa disponibilità.

COLOURSOFT: matite colorate professionali a base di cera, prezzo nella media ma leggermente alto rispetto al prodotto. Mina meno morbida rispetto alle precedenti, più “polverosa” ma sempre temperabile e resistenti. Mediamente coprenti. La Coloursoft è una matita che va capita e utilizzata secondo le sue caratteristiche: non si presta alla sovrapposizione, la sua forza sta nella sfumabilità estremamente controllabile soprattutto se gestita con un blender. Dà il meglio di sè su carte scure (ancora meglio se nere). La gamma è costituita da 72 tinte, tutte piuttosto vivaci (anche troppo per i miei gusti). 2,40 a matita sono comunque troppi per questo prodotto: potendo scegliere le Prismacolor sono assolutamente da preferire.

ARTISTS: matite colorate professionali a base di cera, prezzo perfettamente in linea col mercato. Sono le più dure tra quelle provate e sulla carta danno una sensazione poco morbida ma molto scorrevole, purtroppo le tinte molto chiare sono decisamente troppo dure e il rischio di lasciare solchi sul foglio è molto elevato. Naturalmente una mina così dura offre la massima temperabilità e una punta utilizzabile come arma impropria.
Sono le meno coprenti e permettono una sfumabilità ultra controllabile anche senza blender (con cui però danno il massimo) oltre a saturare perfettamente la grana della carta. La loro struttura traslucida le rende, a parer mio, le migliori matite da usare per sovrapposizione permettendo di sviluppare toni e profondità non raggiungibili con matite più coprenti. Ovviamente una matita del genere impone l’uso di carte pesanti e ben strutturate (l’accoppiata con la Fabriano F5 è epica). Non sono facili da usare ma sono versatilissime e richiedono un po di allenamento, nonostante ciò sono le mie matite preferite in assoluto.
Gamma da 120 tonalità, perfettamente bilanciata. Il costo di 2,40€ è in linea con la qualità del prodotto. Ok, non hanno certificazioni di resistenza alla luce ma ho dei quadri appesi da 7 anni in una stanza rivolta a sud ovest illuminata da una grande porta finestra e sembrano appena completati.
Peccato per la durezza delle tinte chiare.

POLYCOLOR: uniche matite colorate professionali del lotto a base di olio, molto economiche. Leggermente più morbide delle Artists, sul foglio dà la sensazione di utilizzare una biro. Anche questa ben temperabile con punta ben acuminata e duratura. Si sfuma bene anche se stenta un po’ nella saturazione della grana, nonostante la mina dura. Sembra un po’ un ibrido tra una Artists e una Coloursoft. Appena più coprente della Artists questa Polycolor si lascia ben ammorbidire dal blender ma, come tutte le matite a base d’olio, assume una finitura superficiale quasi lucida che non mi piace per niente.
Il prezzo è estremamente interessante (1,70€) ed è facilissima da trovare in giro: queste caratteristiche, assieme alla gamma ben spaziata (72 colori), una grande versatilità e la buona resa su tutti i tipi di carta rendono le Lyra Polycolor uno strumento perfetto per i principianti che vogliono una buona matita senza spendere troppo.

Recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto di Alfio Raciti
Da sinistra: Derwent Artists, Derwent Coloursoft, Lyra Polycolor, Prismacolor Premier e Caran d’Ache Luminance

Insomma, non abbiamo esattamente scoperto l’acqua calda eh? Sono 5 ottimi prodotti, ognuno con punti di forza e di debolezza: scegliere una di queste matite difficilmente sarà uno sbaglio.
Mi rendo conto che il test non sia stato un granchè dal punto di vista squisitamente estetico ma è successa una roba strana con CC (la mia Coscienza Creativa)… Più o meno è andata così:

CC: “Anvedi aho!! T’hanno mandato la matita miracolosa!”
IO: “Tu sei sempre entusiasta eh? Ha la garanzia di resistenza alla luce.”
CC: “Figooo! Quindi der tipo che mò noi famo er disegno, lo molliamo fora a luglio, lo riprendiamo a settembre e quello stà ancora lì bello fresco come na rosa??”
IO: “in teoria”
CC: “‘taccisuaaaa! Dai dai, che ce famo?? Stavo a pensà a quella scena de Game of Thrones, co tutti li scheletri ‘ncazzati neri che..”
IO: “Cc…”
CC: “..che voi?”
IO: “Mi hanno mandato una sola matita. Solo questo Blu Ftalo. Stop.”
CC: “Ma che moo dici così? Una ce resta male aoh! Che già ero lì, bellina bellina a farme dei viaggi..”
IO: “che ti posso dire? Magari facciamo una comparativa”
CC: “Daje!!! Famo ‘n bell’arbero de quelli tutti contorti che vengon tanto bene con un solo colore. Fanno n’atmosfera ‘npò traggica..”
IO: “Che?? Ma lo sai quante matite della stessa fascia abbiamo in studio???”
CC: “uhmm, lassame fà mente locale.. 5?”
IO: “Esatto. Ma hai contato pure la Polychromos..”
CC: “Azz.. Errore mio. Quindi sò 4”
IO: “Con la Luminance appena arrivata siamo a 5. Cinque alberi contorti tutti uguali?”
CC: “Ma già me sò rotta le palle solo a pensarce de fà 5 vorte a stessa robba. Famo na comparativa tecnica e buonanotte ar secchio. Nnamo dai. Prendi er Fabbriano 6 che è tanto bellino”
IO: “…ma… mi dai ragione così??”
CC: “Nun te abbituà, abbelloooo!!”

Quindi, per una volta che la spunto senza fare troppe storie mica potevo mollare il colpo, no??

Anche questo (ormai sempre più delirante) articolo è giunto a conclusione. Spero che vi sia utile e, se ce ne fosse stato bisogno, vi abbia chiarito le idee. Abbiamo affrontato questa “recensione matite colorate professionali: 5 modelli a confronto” raccontando un po’ le forze e le debolezze di queste matite per artisti, ora sta a voi trarre le vostre personalissime conclusioni.
Naturalmente resto a disposizione per tutte le vostre domande, anzi, se volete lasciare qualche commento mi fa piacere! Fatemi vedere che ci siete e che partecipate (“aho dovete dà lascià i commenti, chiaro?? E se semo capiti…”) (CC, non puoi parlare così ai miei lettori, lo sai?) (“Scrivete li commenti e nun me fate pijà i 5 minuti!!”) (Stà zitta!).
Scusate, oggi è nervosa.
Comunque, condividete l’articolo sui vostri social, mandatemi una mail, lasciate un commento… insomma, fate quello che vi pare, purchè siate felici.

Ciaoooo!

 

Lascia un commento