Tele e supporti per la pittura ad olio [articolo di Mimmo Ceccarelli]

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La tela, a partire dal 1400/1600 (a seconda della zona geografica) ha sostituito la tavola di legno come supporto per dipingere. Oggi la situazione è molto articolata: l’introduzione del compensato e di pannelli MDF di vario spessore hanno determinato un utilizzo più diffuso di supporti rigidi per scopi pittorici. Inoltre oggi vengono tranquillamente utilizzati i più svariati supporti, costituiti con materiali sintetici e non lignei. Tuttavia molta pittura viene ancora eseguita su tele di ogni tipo, già preparate o grezze (che l’artista prepara personalmente, secondo le proprie esigenze ed i propri gusti), intelaiate e pronte oppure da tirare su telaio. Alcuni artisti, però, utilizzano un metodo ibrido ed abbastanza antico, che consiste nell’incollaggio del tessuto su un supporto rigido. In genere si tratta di un’operazione che si effettua prima di dipingere; a volte, però, tale intervento viene eseguito a dipinto compiuto, più spesso invece avviene un semplice intelaggio di una tela già dipinta. I motivi possono essere diversi, eccone i più comuni:

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– necessità di determinare l’inquadratura più efficace solo a dipinto ultimato;
– ripensamento dopo la realizzazione del dipinto;
– abitudine nel dipingere su tela sciolta, allo scopo di trasportarla/spedirla/conservarla più facilmente, riservando il montaggio su telaio o l’incollaggio su tavola solo quando necessario.



In questa sede ci occuperemo sia dell’incollaggio di tele vergini (preparate e grezze) sia di quelle già dipinte. La casistica sarebbe vastissima, in quanto la quantità di colle sintetiche oggi disponibili dilata di molto l’argomento; tuttavia, per quanto concerne l’utilizzo di colle sintetiche, il procedimento resta identico, ed al limite bisognerà adattarlo alle proprietà specifiche del collante usato, di solito chiaramente indicate sul contenitore.
Inoltre, per quanto riguarda la necessaria imprimitura, considererò in questa sede esclusivamente l’utilizzo di gesso acrilico pronto all’uso; per le imprimiture tradizionali a colla di coniglio e gesso, scriverò diffusamente in futuro.

PREPARAZIONE DI UN SUPPORTO RIGIDO TELATO

Il procedimento più semplice consiste nell’utilizzo di comune colla vinilica, ed è differente in base al tipo di tela da incollare (grezza o già preparata con imprimitura).
Per fare un buon lavoro servono pochi materiali:

– Colla vinilica (meglio se Vinavil Blu NPC a media plastificazione);
– binder (può andare bene anche un fissativo acrilico da muro, meglio se non liquidissimo);
– gesso acrilico (qualsiasi marca);
– pennellessa grande.

E’ di grande importanza che la tela aderisca perfettamente al supporto, senza formare grinze o bolle; mentre queste ultime sono risolvibili, praticando un’incisione con un cutter affilato e reincollando i due lembi (tanto poi con l’imprimitura a gesso acrilico non si noterà il “rattoppo”) una brutta grinza resta, non è rimediabile e diventa particolarmente fastidiosa.

Incollaggio di tela grezza
Bagniamo per bene la tela, inzuppandola d’acqua, e stendiamola come se fosse uno strofinaccio uscito dalla lavatrice, in modo da far scolare un po’ di acqua in eccesso. Nel frattempo poniamo la tavola da intelare su un comodo ripiano e bagniamola abbondantemente con sola acqua servendoci della pennellessa. Poi, utilizzando una quantità abbastanza generosa di colla, copriamola interamente, tirando bene le pennellate. Prendiamo la tela (che dev’essere ancora ben umida) e stendiamola accuratamente sul supporto. Questo è il momento buono per eliminare le bolle che eventualmente dovessero formarsi. Una volta stesa bene la tela, servendoci della pennellessa, aggiungiamo colla vinilica sulla sua superficie. In pratica, così facendo “salderemo” letteralmente la tela al supporto. La quantità di colla da utilizzare sarà inferiore per una tela a trama sottile, e diventerà via via superiore per tele con trame più grosse.

Una tavola così preparata tenderà ad imbarcarsi, per via della forte tensione che la colla vinilica, essiccandosi, produce. Per evitare questo è consigliabile rinforzare, con alcuni listelli, la tavola sul retro; sarà anche buona abitudine stendere una mano di colla sul retro della tavola (magari a tela non ancora completamente asciutta), in modo che le tensioni sui due lati si equivalgano, limitando così di molto la tendenza ad imbarcare.
Una volta totalmente asciutta, carteggeremo bene, specialmente in caso di tela a grana grossa. Finito di carteggiare, stenderemo un paio di strati di binder (o fissativo da muro di buona qualità) avendo cura di dare la mano successiva solo quando quella precedente sarà completamente asciutta. Infine stenderemo, come di consueto, da una a tre mani di gesso acrilico.
A questo punto il supporto è pronto.

Incollaggio di tela già preparata con imprimitura
In questo caso non potremo “saldare” con il procedimento precedente la tela alla tavola, perché la preparazione non lascerebbe passare la colla sul supporto. Inoltre dovremo fare in modo di non sporcare la superficie della tela, anche se questo non è di fondamentale importanza. In un’operazione del genere ognuno avrà il suo metodo preferito, e credo che non esista un modo di procedere migliore di un altro.
Personalmente uso la solita Vinavil blu NPC, curando in modo particolare che lo strato sia il più uniforme possibile. Per prevenire l’imbarcamento del supporto incollo dal lato opposto della tavola un pezzo di carta da pacco marrone abbastanza resistente, poi metto tutto in pressione tra due tavole di compensato più grandi, con varie chiavi di pressione o (a mio avviso meglio) una buona quantità di pesanti volumi. Lascio asciugare 24 ore e infine controllo che, specialmente sui bordi e sugli angoli, la colla abbia fatto ben presa.

Incollaggio di una tela già dipinta
Questo procedimento presuppone un’attenzione ed una cura elevatissime. Mentre, in caso di errori, buttare via un supporto vergine mal riuscito è tutto sommato un danno limitato, rovinare un dipinto è sempre una piccola (o grande…) tragedia.
Fermo restando che, all’uopo, possiamo agire come facciamo incollando una tela vergine (già provvista di imprimitura) su tavola, chiaramente facendo più attenzione a non sporcare la superficie dipinta (che sara bene proteggere con un pezzo di cotone pulitissimo e della velina), credo che un’operazione del genere meriti materiali più specifici; un buon incollaggio dipende in gran parte dalla giusta scelta dell’adesivo.supporti-pittura-olio-alfio-raciti-mimmo-ceccarelli

Importante: è più facile appoggiare una tavola collata su una tela stesa che non adagiare una tela su una tavola collata.

Le tecniche di incollaggio sono molte, e nell’ambito di ognuna di esse si utilizzano adesivi e sostanze differenti, che possono essere a base di cera (alla maniera inglese ed olandese), a base di farina/melassa/trementina veneta (alla maniera fiorentina), a base di colla di riso (alla maniera giapponese), etc.
Questo genere di colle sono normalmente disponibili in negozi specializzati, che solitamente vendono anche per corrispondenza (uno su tutti Zecchi di Firenze, ma si trovano anche altrove in città come Milano, Napoli o Roma), e prevedono l’utilizzo di un ferro da stiro (meglio se usato a temperatura non superiore ai 60 gradi) per “fissare” adeguatamente la tela al supporto. Le fasi saranno le seguenti (con riferimento alla ricetta fiorentina):
– spalmatura della pasta sul supporto rigido;
– posizionamento della tela (parte dipinta verso il basso) su un tavolo dove avremo poggiato un tessuto di cotone pulito e un foglio di carta velina da restauro di dimensione adeguata, in modo che il dipinto vada a contatto non con il tessuto ma con la carta;
– posizionamento della tavola sulla tela (è comodo segnare con una matita dei riferimenti per “centrare” la tavola sulla tela);
– pressatura sommaria a mano per far aderire il supporto alla tela;
– capovolgimento dell’insieme (supporto + tela + carta velina + tessuto) mettendo la parte dipinta verso l’alto;
– passaggio con ferro da stiro (meglio interporre un altro foglio di carta, magari da imballaggio).

supporti-pittura-olio-alfio-raciti-mimmo-ceccarelliResta il fatto che è sempre possibile utilizzare adesivi sintetici specifici (Glutolin 77) o semi sintetici, come la pasta per foderatura che vende sempre Zecchi, a base di colla d’amido ed adesivi sintetici (anche questa da usare col ferro). Il prezzo è leggermente superiore alla colla vinilica; comunque quest’ultima – come già detto – può servire benissimo allo scopo, specialmente se si procede con calma, attenzione e pulizia. Sarà utilissimo fare prima delle prove con un pezzo di tela di scarto (meglio se simile a quella del dipinto da incollare).

Saluti a tutti.

Questo articolo è stato scritto da Mimmo Ceccarelli, pittore di rara abilità, grandissimo esperto di materiali per belle arti e persona estremamente disponibile e paziente, che tanto mi ha insegnato.
A lui va il mio personale ringraziamento per aver messo, ancora una volta, una piccola parte della sua enorme esperienza a disposizione di tutti, consentendo la pubblicazione di questo ed altri articoli.
Facciamone tutti buon uso!

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2 pensieri su “Tele e supporti per la pittura ad olio [articolo di Mimmo Ceccarelli]

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